Pellicole per fotocamere analogiche: migliori prodotti di Novembre 2021, prezzi, recensioni

Sempre più persone si appassionano alla fotografia: il mercato offre sempre più modelli interessanti e performanti, rimanendo su un prezzo tutto sommato abbordabile. La grande sfida per tutti gli appassionati, però, è sempre quella tra fotografia digitale e quella analogica.

La pellicola resta comunque uno strumento che esercita un enorme fascino su chiunque. I fotografi più esperti ci si buttano a capofitto, mentre i principianti e i neofiti cercano sempre di arrivare prima o poi a cimentarsi con la fotografia analogica.

Ma che differenza c’è, nello specifico, tra la fotografia digitale e quella analogica? Quante tipologie di pellicole esistono? Quali sono le loro caratteristiche fondamentali? In questa guida vi darò tutti i consigli per scegliere le migliori pellicole per la fotografia analogica, che voi siate professionisti o fotoamatori.

Fotografia digitale e analogica: cosa sono e quali differenze

Qualora siate davvero dei neofiti, prima di passare a parlare della pellicola in sé e per sé, mi sembra alquanto necessario fare una piccola panoramica sui due famigerati modi di cimentarsi nella fotografia: il digitale e l’analogico. Di cosa parliamo nello specifico? Quali sono le differenze più importanti?

Iniziamo col dire che per fotografia digitale si intende un vero e proprio sistema che ha come scopo ultimo quello di digitalizzare l’immagine (o meglio tradurre un’immagine in una serie di numeri e cifre). Non c’è alcuna pellicola su cui viene impressa l’immagine, ma uno specifico microchip che appunto la digitalizza e la trasferisce nella scheda di memoria.

Di fatto, in questo senso, l’immagine e la fotografia non sono reali e concrete finché un dispositivo non le legge e non decifra i numeri che sono stati passati alla scheda di memoria.

La fotografia analogica, dal canto suo, è tutto l’opposto. Di base intercorre una vera e propria analogia tra il soggetto reale e quello fotografato, che non cambiano nel tempo durante tutto il procedimento fotografico. In poche parole, l’immagine non cambia mai e resta aderente alla realtà (non viene scomposta in nessun modo). L’obiettivo filtra la luce, che sbatte sulla pellicola attraverso il piano focale e, così facendo, imprime l’immagine su di essa.

Detta così la sola differenza la fa la presenza o meno della pellicola: questa infatti, nella fotografia digitale, viene sostituita dal sensore fotografico. In realtà, di fatto, le differenze sono parecchie e vanno dal procedimento stesso con cui si fotografa alle macchine fotografiche, che sono molto diverse.

Pro e contro di entrambe

Entrambi questi modi di fotografare sono vere e proprie filosofie di vita. Ci sono scuole di pensiero che sostengono in toto il digitale e altrettante correnti che invece lo demonizzano, affermando che la vera fotografia è sempre in analogico. Tra queste due fazioni, risiede una verità: vediamo quali sono i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le modalità fotografiche.

La fotografia digitale ha sicuramente il vantaggio di essere più semplice da fare e realizzare, dato che se non siete esperti sarà la macchina a decidere per voi (può essere impostata sull’automatico). È quindi molto difficile sbagliare completamente una fotografia, diciamo, perché qualora i parametri fossero sballati, potrete sempre correggerla in post produzione.

Non va dimenticato, tra l’altro, il fatto che con la fotografia digitale non avrete un limite concreto al numero di scatti, che sono potenzialmente infiniti. Inoltre avrete la possibilità di salvare le foto fisicamente, condividerle con chi volete e trasferirle su altri dispositivi.

Tra gli svantaggi c’è ovviamente la più bassa qualità quando zoomate la foto, che viene sgranata (essendo fatta da pixel) e soprattutto la difficoltà nel creare un occhio fotografico vero e proprio, attento quindi all’immagine (non avere limiti alle foto potrebbe portare grossi danni alla vostra creatività).

La fotografia analogica ha il vantaggio di essere incredibilmente affascinante, di dare alle fotografie una pasta molto particolare (alcuni la definiscono “morbida”) e di aiutare il fotografo ad affinare il proprio occhio e la propria attenzione ai dettagli.

Gli svantaggi principali, invece, sono due: la foto non può essere vista in anteprima, né modificata (una volta scattata, non si torna indietro); il costo dei materiali e dell’attrezzatura è davvero alto.

Pellicola: formati, caratteristiche e tipologie

Veniamo quindi alla pellicola, l’argomento che ci interessa maggiormente. Che cos’è lo abbiamo capito: è una speciale cellulosa sulla quale viene stesa una particolare emulsione che è sensibile alla luce. È grazie alla luce, quindi, che sulla pellicola emerge una fotografia.

Come si può immaginare, la pellicola deve avere specifiche caratteristiche. Innanzitutto la sensibilità, parametro fondamentale che si esprime in ISO. Ad ogni pellicola corrisponde un valore ISO: più questo è alto e più la pellicola avrà un tempo di esposizione basso.

Dalla grana invece dipende la risoluzione della fotografia una volta che viene stampata. Se i grani di alogenuro sono grandi, allora la foto finale avrà una risoluzione leggermente più bassa.

Poi val la pena guardare alla latitudine di posa e al contrasto. La prima è una caratteristica che permette di correggere eventuali errori di esposizione. La seconda, invece, riguarda la capacità della pellicola di produrre immagini più o meno contrastate.

Per quel che riguarda i formati, è bene che sappiate che ne esistono quattro: il formato piccolo, quello medio, quello grande e quello grandissimo. Mi concentrerei di più sul primo, che è anche il più comune e il più adatto a tanti tipi di situazioni.

Per piccolo formato si intende il classico 35 mm, un formato tipico e storico della fotografia analogica (24 x 36 mm). Questo è il formato decisamente più consigliato, perché è molto raro che la luce lo danneggi.

Va detto però, che ad ogni formato corrisponde una fotocamera: pensate bene a questo, quindi, prima di acquistare il rullino.

Costi

Sul prezzo bisogna essere chiari: fotografare in analogico costa di più. Una volta terminato il rullino, che consta di un totale massimo di foto (ad esempio, 36 pose), questo va cambiato e sarete costretti, per continuare a scattare, a comprarne un altro.

In questo senso la fotografia digitale è di sicuro più economica: non avrete limiti nelle foto e l’unico costo riguarderà la scheda di memoria.

Tornando alla pellicola, il costo di un rullino dipende dalla qualità e dal numero di scatti. In generale potete trovare un rullino a partire dai 10 euro fino ad arrivare anche a 25-30 euro.

Classe 1993, è sceneggiatore e autore. La sua grande passione per la scrittura d’ogni genere lo spinge a sperimentare diverse forme narrative, dalla prosa al cinema, e culmina nel 2015 con la pubblicazione del suo primo romanzo (“Nous”, Giovane Holden Edizioni). La scrittura però va di pari passo con la passione per la fotografia e il mondo tecnologico.

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